martedì 19 ottobre 2010
Proposte didattiche
Proposte didattiche per la scuola primaria:
- Laumellum romana.
- A caccia del particolare - Visita al borgo di Lomello.
- Un giorno da antico Longobardo.
Proposte per la scuola secondaria:
- Misteri longobardi.
- Il castello e la pieve.
- I generi pittorici.
Per informazioni: Pro Loco - Piazza Repubblica, 1 -27034 - Lomello - Italia. tel. e fax: 0384/85542. Presidente: Silvia Ruggia -cell. 3333907797. mail: silvia.ruggia@virgilio.it prolocolomello@yahoo.it
martedì 3 agosto 2010
Dalla stampa locale
Lomello, il sito di villa Maria fra i più apprezzati dal Ministero
LOMELLO. I resti dell’area Villa Maria sono stati dichiarati d’interesse archeologico particolarmente importante dal ministero per i Beni e le Attività culturali. La direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Lombardia ha emesso un decreto in cui esalta le fortificazioni tardoantiche e i resti dell’insediamento che va dall’epoca preromana a quella medievale. Le fortificazioni recingevano il castrum che si sviluppava nella zona dell’attuale centro storico, ove sorge il complesso della chiesa di Santa Maria Maggiore con il battistero, entrambi di origine altomedievale, e dove si sviluppava l’insediamento romano. Dopo i primi scavi degli anni Ottanta-Novanta, nel dicembre 2007, a seguito di lavori legati alla costruzione della nuova sede del Gerontocomio lomellino, venne alla luce un altro consistente tratto delle mura di fortificazione, con i resti di due torri. (u.d.a.)
la Provincia Pavese — 25 luglio 2010 pagina 40 sezione: CRONACA
LOMELLO. I resti dell’area Villa Maria sono stati dichiarati d’interesse archeologico particolarmente importante dal ministero per i Beni e le Attività culturali. La direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Lombardia ha emesso un decreto in cui esalta le fortificazioni tardoantiche e i resti dell’insediamento che va dall’epoca preromana a quella medievale. Le fortificazioni recingevano il castrum che si sviluppava nella zona dell’attuale centro storico, ove sorge il complesso della chiesa di Santa Maria Maggiore con il battistero, entrambi di origine altomedievale, e dove si sviluppava l’insediamento romano. Dopo i primi scavi degli anni Ottanta-Novanta, nel dicembre 2007, a seguito di lavori legati alla costruzione della nuova sede del Gerontocomio lomellino, venne alla luce un altro consistente tratto delle mura di fortificazione, con i resti di due torri. (u.d.a.)
la Provincia Pavese — 25 luglio 2010 pagina 40 sezione: CRONACA
domenica 26 aprile 2009
In anteprima dal Medio Evo - edizione 2010
La festa medievale a Lomello dal 19 giugno"Grande festa Longobarda a Lomello per le nozze di Teodolinda" (6° edizione)".
Comune Lomello:
Sabato 19 giugno 2010: cena medievale con
aperitivo alla "locanda del Pellegrino"
Antipasti
Polpette di maiale farcite
Cotechino in crosta
Medaglioni pere e formaggio
Primi Piatti
Zuppa dei reali
Orzotto mantecato
Secondi Piatti
Rotolino di carne ripieno di frutta fresca e secca
Contorno: mostarda
Sorbetto alla mela verde
Cosce di pollo farcite con erbette
Dolce
Palle di Agilulfo e altro
Digestivo
Sucus Unicum
Prenotazioni banchetto: 346.0096073Euro 40,00
Il prezzo comprende: visita guidata al borgo; aperitivo alla locanda; banchetto con animazione (duelli, musica medievale, improvvisazioni in rima con menestrello)
Comune Lomello:
Sabato 19 giugno 2010: cena medievale con
aperitivo alla "locanda del Pellegrino"
Antipasti
Polpette di maiale farcite
Cotechino in crosta
Medaglioni pere e formaggio
Primi Piatti
Zuppa dei reali
Orzotto mantecato
Secondi Piatti
Rotolino di carne ripieno di frutta fresca e secca
Contorno: mostarda
Sorbetto alla mela verde
Cosce di pollo farcite con erbette
Dolce
Palle di Agilulfo e altro
Digestivo
Sucus Unicum
Prenotazioni banchetto: 346.0096073Euro 40,00
Il prezzo comprende: visita guidata al borgo; aperitivo alla locanda; banchetto con animazione (duelli, musica medievale, improvvisazioni in rima con menestrello)
domenica 10 febbraio 2008
Lomello – Restauro per ricordare
tratto L'Informatore Lomellino".
giovedì 07 febbraio 2008
Gli amici li hanno voluti ricordare con un gesto sicuramente nobile e che rimarrà nel tempo. Così la memoria di Ilaria Longo e di Gianluca Iannone, i due giovani fidanzati morti tragicamente l’agosto scorso in un incidente motociclistico accaduto sull’autostrada Genova-Ventimiglia, sarà perpetuato.
I soldi raccolti dagli amici e consegnati al parroco don Pierangerlo Garavaglia permetteranno il recupero di un’opera pittorica che è ospitata nella basilica di Santa maria maggiore. Nelle ore scorse il sacerdote e i tecnici del laboratorio antiquario Grazioli di Bergamo hanno levato dalla parete l’enorme opera che sarà ora lucidato e sistemato per poi tornare, una volta recuperato, al suo posto. Gli amici della coppia, pochi giorni dopo la loro scomparsa, decisero di indire una sottoscrizione libera a tutti per raccogliere fondi e destinarli ad un’azione “socialmente utile”, tale da essere ricordata nel tempo. Don Garavaglia ha quindi dirottato la somma al restauro di una gigantesca tela del secolo XVII custodita nella solenne basilica romanica di Santa Maria Maggiore. Raffigura l’Assunzione della Vergine attorniata dagli Apostoli in mistica preghiera. Il dipinto ad olio, avariato in alcuni punti e gravemente ammalorato soprattutto nella tenuta della tela in alcuni punti tanto sottile da far intravedere molte trasparenze, sarà ristrutturata a tempo di record e ritornerà sulla parete sinistra della basilica, dove era collocata da oltre trecento anni.
articolo di Stefano Calvi
tratto L'Informatore Lomellino".
giovedì 07 febbraio 2008
Gli amici li hanno voluti ricordare con un gesto sicuramente nobile e che rimarrà nel tempo. Così la memoria di Ilaria Longo e di Gianluca Iannone, i due giovani fidanzati morti tragicamente l’agosto scorso in un incidente motociclistico accaduto sull’autostrada Genova-Ventimiglia, sarà perpetuato.
I soldi raccolti dagli amici e consegnati al parroco don Pierangerlo Garavaglia permetteranno il recupero di un’opera pittorica che è ospitata nella basilica di Santa maria maggiore. Nelle ore scorse il sacerdote e i tecnici del laboratorio antiquario Grazioli di Bergamo hanno levato dalla parete l’enorme opera che sarà ora lucidato e sistemato per poi tornare, una volta recuperato, al suo posto. Gli amici della coppia, pochi giorni dopo la loro scomparsa, decisero di indire una sottoscrizione libera a tutti per raccogliere fondi e destinarli ad un’azione “socialmente utile”, tale da essere ricordata nel tempo. Don Garavaglia ha quindi dirottato la somma al restauro di una gigantesca tela del secolo XVII custodita nella solenne basilica romanica di Santa Maria Maggiore. Raffigura l’Assunzione della Vergine attorniata dagli Apostoli in mistica preghiera. Il dipinto ad olio, avariato in alcuni punti e gravemente ammalorato soprattutto nella tenuta della tela in alcuni punti tanto sottile da far intravedere molte trasparenze, sarà ristrutturata a tempo di record e ritornerà sulla parete sinistra della basilica, dove era collocata da oltre trecento anni.
articolo di Stefano Calvi
domenica 20 gennaio 2008
sabato 22 dicembre 2007
La formella

Un graffito d'antan
La formella in cotto, nella foto qui a lato, si trova sulla parete della terza campata minore sud della chiesa di San Michele di Lomello. Si tratta della prima testimonianza relativa alla chiesa, la cui interpretazione non è certa. La data impressa accanto alla denominazione, il 1121, potrebbe infatti alludere sia alla data di fondazione, sia a quella di consacrazione dell'edificio religioso.
Si segnala al riguardo il lavoro di ricerca della lomellese Manuela Iodice, autrice di una tesi di laurea su San Michele Arcangelo. Uno stralcio della tesi è stato pubblicato in "Lomellina romanica". Primo censimento sulle emergenze romaniche presenti nel territorio lomellino", a cura di Italia Nostra, Sezione Lomellina, Archivio Lomellino n. 13, 2005.
La reliquia.
Nella cappella della Croce, sulla parete sinistra, è murata una piastrella in cotto, incisa in latino medievale con le abbreviature che si usavano all’epoca. Ecco la traduzione: "Qui giace il corpo del Reverendo Guglielmo de Grossis, francese della città di Sant' Egidio (oggi Saint Gilles), il quale donò alla presente chiesa il legno della Santa Croce. Morì il 4 maggio 1370. Il nipote Guido pose". La storia della venerata Reliquia, munita di tutte le autentiche, è stata ricostruita mirabilmente ricostruita da Giuseppe Papetti da Ottobiano, autore di un’opera dal titolo: "L'insigne Reliquia della Santa Croce in San Michele di Lomello", pubblicata nel 1982.
Nella cappella della Croce, sulla parete sinistra, è murata una piastrella in cotto, incisa in latino medievale con le abbreviature che si usavano all’epoca. Ecco la traduzione: "Qui giace il corpo del Reverendo Guglielmo de Grossis, francese della città di Sant' Egidio (oggi Saint Gilles), il quale donò alla presente chiesa il legno della Santa Croce. Morì il 4 maggio 1370. Il nipote Guido pose". La storia della venerata Reliquia, munita di tutte le autentiche, è stata ricostruita mirabilmente ricostruita da Giuseppe Papetti da Ottobiano, autore di un’opera dal titolo: "L'insigne Reliquia della Santa Croce in San Michele di Lomello", pubblicata nel 1982.
lunedì 17 dicembre 2007
Bozzetti "medievali"
Si avvicina il compleanno di un lomellese illustre...
Opicino de Canistris nacque a Lomello la vigilia di Natale del 1296. Nel 1303 iniziò la scuola, ma di mala voglia, mostrando interesse soltanto per il disegno. Andò per qualche tempo a Bassignana a lavorare come esattore dei pedaggi presso un ponte sul Po, poi si trasferì a Pavia, al servizio della famiglia Langosco, di parte guelfa. Successivamente si dedicò al canto, a pratiche mediche, alla politica ed alle "scienze divine". Divenuto prete, il 30 marzo 1320 Opicino celebrò la prima messa. Nel 1335 fu chiamato ad Avignone, alla corte di Papa Giovanni XXII. Qui lavorò come miniaturista e scrisse il Liber de laudibus Civitatis Ticinensis, un libello considerato la prima guida turistica della città di Pavia, con la descrizione dei suoi monumenti, delle feste, delle tradizioni celtiche e longobarde. Lo scopo dell'opera era quello di convincere il Papa a revocare l'interdetto che gravava sulla città, governata dai ghibellini dopo la sconfitta dei Langosco. Oltre all'opera summenzionata, Opicino scrisse altri testi, tra cui il De praeminentia spiritualis imperii, un trattato politico, e la Descriptio universi coelestis. Opicino stese la sua autobiografia, in forma di canestro (una chiara allusione al suo nome), su due codici (cod. vaticano palatino n.1993 e cod. vaticano palatino n.6435) studiati nel 1927 dal mons. prof. Faustino Gianani. In centinaia di pergamene sono raffigurate mappe del mar Mediterraneo e dell'Europa Meridionale, mappamondi ricchi di figure allegoriche e simboli astrologici, santi, monaci e Madonne. Fra i disegni spicca un grande canestro decorato con la scritta "Tra le spire di questo canestro è celato il mio nome". Vi è anche l'indicazione dei fatti salienti della vita di Opicino e delle sue visioni mistiche.
Per seicento anni il de Canistris fu chiamato “l'anonimo ticinese”, e solo dopo gli studi del Gianani è stato identificato nel poliedrico prete lomellese.
Il disegno nel riquadro, effettuato sulla base di uno schizzo di Opicino, mostra, seppur con errori di prospettiva (presenti anche nell'originale), monumenti di Pavia oggi scomparsi: la torre civica, crollata nel 1989, e le cattedrali "gemelle" di Santo Stefano e Santa Maria del Popolo, abbattute alla fine del '400 per costruire l'attuale duomo.
martedì 16 ottobre 2007
Dalla tesi di laurea del nostro vice-presidente...
DETTAGLI ARTISTICI DI SANTA MARIANelle foto:
la facciata del transetto di Santa Maria Maggiore (prospetto Sud) ed un elemento decorativo rinvenuto all'interno, vicino alla porta, come indicato dalla freccia rossa qui a lato.
I lavori di ricerca e le fotografie sono di Valeria Cecchetto, autrice della tesi di laurea Santa Maria Maggiore di Lomello (Pavia). Analisi evolutiva e strutturale, discussa nel settembre 2004 presso L'Università del Piemonte Orientale (VC).
Uno stralcio della tesi è stato pubblicato in "Lomellina romanica". Primo censimento sulle emergenze romaniche presenti nel territorio lomellino", a cura di Italia Nostra, Sezione Lomellina, Archivio Lomellino n. 13, 2005.
giovedì 16 agosto 2007
Lomello: chiese sconsacrate
(foto di R. Bassi)
La fondazione dell’edificio si fa risalire al 1524. Secondo la tradizione, gli abitanti di Lomello, al fine di scongiurare il morbo della peste, fecero un voto alla Vergine, costruendo un oratorio intitolato a San Rocco. All’interno aveva sede la Congregazione del Santissimo Sacramento, meglio nota come congregazione di San Rocco. La confraternita era laica e non godeva di rendite e benefici ecclesiastici. I principali proventi derivavano infatti dalle offerte della popolazione e degli associati. Tra le principali finalità vi erano quelle di officiare solennemente le principali festività religiose e di accompagnare, in modo degno e dignitoso, i confratelli durante il loro ultimo viaggio terreno.
L’oratorio si compone di due distinte parti, il primo ambiente, in forma rettangolare con volta a botte, è frutto di un ampliamento realizzato immediatamente dopo il 1630, mentre la parte più antica, l’odierno coro, si fa risalire al XVI secolo. La facciata, scandita in tre spazi da paraste, è completata da un timpano nella parte superiore. Un rosone e due finestre rettangolari illuminano l’interno. Anticamente decorazioni ad affresco raffiguranti la Vergine, San Rocco ed il compatrono San Sebastiano dovevano arricchire la superficie. Sul lato nord della chiesa si eleva la torre campanaria , costruita sopraelevando un tratto dell’antico oratorio cinquecentesco. In considerazione delle dimensioni del campanile la struttura fu presumibilmente rialzata in relazione all’ampliamento dell’edificio nel 1630. Sconsacrata negli anni '70 del secolo scorso, la chiesa di San Rocco è ora usata come sede espositiva.
Il santo. Le notizie su San Rocco sono scarse ed imprecise. Nato in Francia intorno alla metà del XVI secolo, Rocco viaggiò per tutta Europa dedicandosi alla cura degli appestati; colpito lui stesso dal morbo e miracolosamente guarito, il santo è generalmente raffigurato nell’atto di mostrare una piaga sulla coscia.L’oratorio si compone di due distinte parti, il primo ambiente, in forma rettangolare con volta a botte, è frutto di un ampliamento realizzato immediatamente dopo il 1630, mentre la parte più antica, l’odierno coro, si fa risalire al XVI secolo. La facciata, scandita in tre spazi da paraste, è completata da un timpano nella parte superiore. Un rosone e due finestre rettangolari illuminano l’interno. Anticamente decorazioni ad affresco raffiguranti la Vergine, San Rocco ed il compatrono San Sebastiano dovevano arricchire la superficie. Sul lato nord della chiesa si eleva la torre campanaria , costruita sopraelevando un tratto dell’antico oratorio cinquecentesco. In considerazione delle dimensioni del campanile la struttura fu presumibilmente rialzata in relazione all’ampliamento dell’edificio nel 1630. Sconsacrata negli anni '70 del secolo scorso, la chiesa di San Rocco è ora usata come sede espositiva.
Le vicende del santo pellegrino sono state ricostruiste da Gian Franco e Tina Magenta, storici locali, nel loro pregevole saggio San Rocco e Lomello, edito da tipolitografia Artigiana (Vigevano) nel 2007.
Una vita immaginaria di San Rocco è stata raccontata dallo scrittore pavese Mino Milani, nell’opera La guerra sia con me, edita da Mursia nel 2005.
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